La mia filosofia..


"Ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un'ora per apprezzarla, un giorno per volerle bene, una parola per ferirla, ma poi tutta una vita per dimenticarla!"

martedì 29 marzo 2011

ASSIGNEMENT 3: COLTIVARE LE CONNESSIONI

Appena ho finito di leggere il brano, mi sono sentita stordita, confusa, quasi travolta dalla valanga di termini e di concetti contenuti nel brano. Insomma sapete quella sensazione che si prova dopo aver studiato  tanto e sembra che il cervello scoppi dalle troppe nozioni acquisite? Beh la stessa sensazione l'ho provata io alla fine della lettura. Infatti, ho scritto questo post solo il giorno dopo aver letto il brano, in modo da schiarirmi la mente, farmi un'idea e poter esprimere la mia opinione sui punti che mi hanno colpito maggiormente. I punti a cui mi riferisco sono due: 
1) l'idea della rete; 
2) la paura che le relazioni fredde tecnologiche annullino le relazioni calde umane.

Sul primo punto concordo in pieno sull'immagine dell'organizzazione del mondo come se fosse una rete e non una gerarchia. Infatti, abbiamo esempi di rete ovunque: la società è una rete di persone, la vita è uuna rete di eventi e di conoscenze, lo studio è una rete di nozioni ed infine internet e il mondo tecnologico, che sono una rete invisibile che avvolge, oramai, ogni aspetto di noi e delle nostre vite. A questo punto è implicito che mi domandi, come siamo finiti, noi, in tutte queste reti? Secondo me siamo noi stessi ad averle create; noi siamo i nodi che connessi ad altri costituiscono una rete forte e resistente, ma se dissociati perdiamo la nostra funzione e la nostra esistenza. Siamo quindi noi, ogni volta a creare inconsciamente una rete che si espande in modo esplosivo e dove i "nodi" diventiamo si indispensabili, ma allo stesso tempo rischiamo di rimanerci intrappolati. Vi siete, infatti, mai domandati se siamo noi a controllare la tecnologia o è quest'ultima a controllare noi? Per rispondere ognuno dovrebbe pensare all'uso che ne fa: per lavoro, per piacere, per curiosità, per studio etc..
Internet e la tecnologia generale sono stati un grande passo avanti dell'umanità, hanno risolto numerosi problemi e hanno per certi aspetti migliorato la vita, eppure hanno portato anche numerose conseguenze negative. Uno dei cambiamenti più evidente è quello riguardante la comunicazione; è vero che ora possiamo parlare con una persona all'altro capo del mondo e sapere l'opinione di tutti su tutto, ma a mio parere questa maggiore capacità quantitativa di comunicare, non ha mantenuta la qualità del passato. I nostri bisnonni o nonni, pur avendo, spesso, una minore conoscenza e possibilità linguistica, comunicavano in modo più diretto e più vivo. Adesso non ci si scrive più lettere, nemmeno le cartoline, alcune volte non ci telefoniamo nemmeno più, poichè è più veloce sentire più persone contemporaneamente su FB o MSN. Sull'aspetto pratico e veloce non ho niente da obiettare, ma penso che la praticità e la velocità che tanto cerchiamo in ogni aspetto della nostra vita, abbia preso il sopravvento sulla qualità. Non dico che oggi giorno siamo più ignoranti linguisticamente, ma solo che siamo più pigri; è troppo faticoso scrivere una bella lettera a qualcuno quando lo si può contattare in chat. E lo stesso vale per le ricerche: internet è un mondo in cui puoi trovare qualsiasi risposta alle tue domande, con un semplice clic. Inoltre penso che Leopardi pur essendo felice di avere a disposizione internet, non lo avrebbe usato, perchè cercare su internet non è come cercare in una libreria dove sfogliando libri, alla ricerca di qualcosa, se ne scoprono molte altre. Con ciò non voglio dire che sono contro internet e la tecnologia, perchè sarei un'ipocrita, poichè anche io ne uso e ne riconosco i numerosi vantaggi, ma penso che non si debba farne l'unica risorsa a disposizione, ma bensì affiancarla a quelle più tradizionali. Usiamo internet, scriviamo blog, ma leggiamo libri veri, scriviamo vere lettere su carta; andiamo al cinema ogni tanto, invece di vedere solo film scaricati. Comunichiamo con tutto il mondo tramite i social network, perchè ci permettono di conoscere realtà diverse in poco tempo, ma non dimentichiamoci di comunicare con la realtà a noi più vicina. Non perdiamo di vista la ricchezza del mondo reale solo perchè abbiamo la fortuna di avere anche la ricchezza del mondo online. Usiamo le connessioni fredde, ma solo affiancandole a quelle calde, raggiungendo così un perfetto equilibrio. Ricordiamoci che non è tutto nero o bianco, ma esistono le sfumature che prendono il meglio dei due estremi e che possono portare solo ad un miglioramento.
E con ciò concludo questo lungo monologo, forse non troppo chiaro; forse professore dovrei proprio "fare una passeggiata rilassante nel bosco". ^_^






1 commento: